venerdì, 23 ottobre 2009

Leggi l'articolo completo da Ai Margini

"Per primo ci metterei il problema tecnologico. [...] la decadenza tecnologica accelerata che porta giochi vecchi ad essere pressoché ingiocabili, sia per una questione di arretratezza formale, sia per una difficoltà pratica nell’utilizzarne i supporti, rende assai difficoltosa una stratificazione e un consolidamento della memoria storica dei videogiochi. Non solo un ragazzino farebbe fatica, oggi, a giocare Double Dragon sul suo supporto originale, ma lo troverebbe irrimediabilmente arretrato. Gli emulatori offrono una parziale soluzione, ma rimane un’operazione complessa e tutt’altro che completa (v. tutti i problemi nell’emulazione di alcuni hw, le beghe coi plugin, coi bios, con il recupero di rom, senza contare l’illegalità del tutto).

Oltre a questo c’è un’obiettiva difficoltà di accesso ai non esperti: l’acquisto di una console (nemmeno in grado di far girare tutti i videogiochi), dei vari accessori indispensabili, l’installazione, la configurazione e lo stesso approccio “pratico” al videogioco intimorisce di fatto una gran fetta di pubblico. Il paragone con il cinema è imbarazzante: posso prendere un qualsiasi dvd di una qualsiasi decade di qualsiasi casa di produzione e sono sicuro che riuscirò a vederlo senza nessun problema sulla mia tivù senza la necessità di imparare nulla. A poco serve, in quest’ottica, il passo avanti fatto da Nintendo con il Wii: gran parte degli ostacoli rimangono, e la presunta facilità d’accesso ha portato con sé un annullamento dei contenuti. I giochi vengono fatti espressamente per il mercato casual e modellati sulla mente di ritardati mentali, e portando i videogiochi al grande pubblico li si è privati di ogni componente di spessore, alimentando un’ignorante dicotomia casual / hardcore che più male non potrebbe fare al videogioco: da una parte minigame stupidi, dall’altra un monopolio di sparacchini competitivi e giochi dall’ingiustificata complessità e barocchismo. Come se chi finora non si è affacciato al videogioco non possa apprezzare un’esperienza complessa e come se lo spessore nei giochi “seri” passasse dalla difficoltà d’approccio."

Parole sante!

(Anche se poi non sono d'accordo con alcune cose nell'articolo)
postato da: decca88 alle ore 10:43 | Permalink | commenti categoria:videogiochi, delle analisi
venerdì, 20 febbraio 2009
Gears-of-War-GlitchAnnuncio di essermi procurato (tramite una complessa vicenda a base di 3 Led Rossi) una 360.
Ho finito per ora: BioShock e Gears oF War.

Giudizio: Miliardi e miliardi di poligoni senza un minimo di profondità. Soprattutto GoWars, a un certo punto ti trovi sul treno e devi scaricare i dati o disattivare una bomba non l'ho manco capito... così senza che nessuno t'abbia detto prima che c'era.

La "storia"... no manco con le virgolette si può chiamare così... il "pretesto narrativo" poi, a parte essere il solito, non si prova manco a spiegarlo. Sparatoria dal primo all'ultimo momento. Che poi il gameplay è riuscito e funzionale (ma ricordiamoci sempre dello sfortunato Kill Switch) ma da solo non basta.

E poi vabbè che Blezinski è un patito di fitness, ma quanto caspito sono massicci i Gears? E che miseria!

No, no e no! Non va bene: milioni di poligoni sono inutili senza un minimo di anima, un briciolo di storia, di caratterizazione, di originalità... Sigh, o sono io che devo mettermi in testa che non tutti i giochi sono dei nuovi Metal Gear? Se mai ci fosse ancora qualcuno con dei pregiudizi sulle opere di Kojima, qualcunoche ancora si permette di sindacare sui filmati... bhe vi caccerei dal blog, ma già siete pochi.


Almeno BioShock ci prova un pò con la storia. La prima parte è da manuale (quella della demo per capirci). Poi sbrodola. Sbrodola di brutto. Peccato per l'ambientazione che è magnifica.

Ah, una cosa: c'è un qualche appello contro i doppiatori italiani? Non per niente, ma le vici di Sasuke, Kakaschi, il professor Oak, Doraemon in bocca a energumeri armati non è che siano il massimo.
postato da: decca88 alle ore 18:30 | Permalink | commenti categoria:videogiochi, delle analisi
sabato, 10 gennaio 2009
brevetto nMiyamoto Shigeru ha brevettato un sistema di aiuti per infanti da implementare in giochi "hardcore" (se mai i titoli Nintendo o delle altre mayor degli ultimi anni possano essere chiamati tali... ma questa è un'altra storia).

In pratica è la scoperta dell'acqua calda: implementare filmati che mostrino la risoluzione di parti ostiche.
Niente di male direte voi, quanti altri giochi lo fanno (e lo hanno già fatto) oggi?
I "video walkthroughs" sono inoltre il pane quotidiano delle guide e soluzioni stile web 2.0, quelle che andiamo su youtube invece che su gameFAQ per intenderci, quando ci scocciamo di leggere.

Di solito però questi filmati mostrano cosa fare e basta, poi tocca a noi farla, invece il brevetto N prevede anche una funzione di "Scene" ovvero saltare da una parte all'altra di un gioco come in un DVD (non è chiaro se ci si riferisca effettivamente ad una parte del gioco o semplicemente della sua guida filmata, io voglio pensare quest'ultima, ma non mi stupirei a questo punto se fosse la prima).

Ma cosa c'è di male nell'inserire filmati che aiutino i giocatori più "sfortunati"? Bhe... per adesso ancora nulla, ma è strano che sia stato addirittura brevettato un sistema che in fondo adopera una procedura già consolidata.

Ovviamente la Nintendo sta tentando di spostare i casual gamers (la stragrande maggioranza) sui titoli hardcore e mettere delle videoguide potrà asservire allo scopo, ma attenzione: le "guide strategiche" o meglio il dover a loro ricorrere è qualcosa di "sbagliato" a priori, sempre. Non critico noi giocatori che vi ricorriamo, poichè il non farlo porterebbe alla scaraventazione del gioco dalla finestra, ma i designers che fanno in modo che ci si debba ricorrere.

Quante volte vi siete trovati a un punto morto e dopo imprecazioni di varia entità avete poi letto su una guida online che per proseguire dovevate fare quella cosa che non vi sarebbe mai venuta in mente perchè non sottolineata in nessun modo dal gioco? Io sono un videogiocatore onesto, non mi piace barare, usare trucchi o soluzioni, ma quando non riesco PROPRIO a proseguire non mi faccio scrupoli a consultare una guida, anche perchè (per esperienza) so benissimo che 9 su 10 è qualcosa che i designers non hanno fatto in modo che capissi. Non dico che me lo devono dire a grandi lettere, ma non possono neanche pretendere che io capisca qual è la combinazione di tasti giusta così, per grazia divina, o che mi frusti andando a setacciare tutti gli 800x600 pixel di tutti i fondali di un'avventura grafica.

Fare in modo che io riesca a portare a termine un gioco DIVERTENDOMI non è cosa da poco, lo capisco, ma è anche lo scopo primo di uno che i GIOCHI li crea.
Tutto questo post quindi per dire una cosa: non ci si nasconda dietro le guide (autorizzate o false che siano) per sopperire a mancanze di gameplay o a deficienze di design. Creare processi intuitivi (e ribadisco divertenti) è la prima qualità di un designer, e in questo il buon Shigeru sicuramente non pecca, ma non va dimenticato che "tutto quel che Nintendo tocca oro diventa" e che l'adoperare questo tipo di guide interattive non sfuggirà certo alle altre software house che finiranno per dimenticare (o comunque accantonare) quella sottile arte dell'intuito, che è la base della progettazione di un gioco come Dio comanda, per tentare di accaparrarsi anch'esse i nostri genitori alla volta del prossimo Devil May Cry.

PS l'immagine è quella di Up che credo l'abbia presa dalla sezione immagini del brevetto che purtroppo usa il plug in di QuickTime che io non riesco a integrare da nessuna parte. Se qualcuno sa come fare me lo dica please.
postato da: decca88 alle ore 15:02 | Permalink | commenti categoria:web , delle analisi
venerdì, 05 dicembre 2008
raz
Giorni fa chi digitava critica videoludica su google al primo posto trovava angelword.com. Oggi (ma il risultato cambia ovviamente in continuazione) non sopra codesto blog ce ne sono altri due. Leggendo i post a cui rimandano i link di google mi sono accorto però di una cosa:

Angelword non è un blog di critica, questo perchè la critica non esiste. Non ho mai capito cos'è. C'ho provato, sono anche uno di quel ristretto gruppo di "lettori forti" a cui le case editrici accendono un cero la domenica, ma signori miei la critica non so che cosa sia.
Qualsiasi discorso volto a incasellare qualcosa in un preciso scaffale, dopo un po' mi puzza sempre di aria fritta. Specialmente quando si tenta di argomentare in maniera dottorandesca e pedante: l'opposto delle recensioni di Karat45 di Ars Ludica per esempio. Magari qualcuno non concorderà col suo punto di vista forse "troppo elitario", ma io le trovo in primis divertentissime e poi anche giuste. Senza mezzi termini.

Per questo essenzialmente angelword è un blog di satira (in questo assolutamente secondo al prode Em1x) e proprio per questo vi consiglia il Mariestella Show di cui un commento a caso ("a casaaaaaaaaaaaaa") aiuterà forse a discernerne meglio i contenuti.


Ah e non dimenticate di risparmiare un po' di soldini per mamma RAI, c'è crisi e poi c'è da passare sul DTT (il digitale terrestre, non il pesticida) e servono "250, ma forse 280 milioni di euro". Altro che pesticidi, si chiami un esorcista.



postato da: decca88 alle ore 17:31 | Permalink | commenti categoria:vario, web , videogiochi, delle analisi
martedì, 28 ottobre 2008
monkey combatSempre rovistando fra i cassetti ho trovato questo autentico cimelio di guerra: il foglio su cui annotai illo tempore le varie combinazioni di mosse per il beneodiato monkey combat in Monkey Island 4, ovvero la trovata di gameplay più idiota, inutile e frustante dai tempi del primo Ghost Buster per NES.

Ora tutti aspettiamo Monkey 5, di cui non se ne parla dai tempi di un delirio scappato a Steve Purcell. Diamogli il beneficio del dubbio.

Momento poetico:
Ei fu. Siccome immobile dato il mortal sospiro
un'altra maialata come questa appresso te al tiro
postato da: decca88 alle ore 10:17 | Permalink | commenti (1)categoria:videogiochi, nerd, delle analisi
domenica, 26 ottobre 2008
randomDovendo rimuovere l'amianto dal tetto di casa, abbiamo dovuto svuotare la soffitta dalle cianfrusaglie (ovviamente temporaneamente per alcune e per sempre per altre). Ho così ritrovato le collezioni di Pokemon World, Nintendo Magazine e GMC che credevo ormai al cospetto del dio delle riviste.
Ciò mi ha riportato alla mente quando, ai tempi del GC, si parlava di Nintendo difference, o del "fattore N", cioè quel qualcosa che rendeva i giochi N degli indecifrabili capolavori.

"In contrasto con gli standard nell'industria videoludica, Miyamoto si dimostra riluttante nel riciclare e rimaneggiare titoli esistenti, e spesso si rifiuta di creare un seguito di un videogioco senza apportare significativi miglioramenti o evoluzioni rinfrescando così l'esperienza di gioco. Tutto ciò è espressione della filosofia Nintendo chiamata Nintendo Difference ("la differenza Nintendo")."
da Wikipedia su Miyamoto

In cosa oggi la Nintendo sia diversa dalle altre è palese, ma cos'è la Nintendo difference oggi? È ancoara quell'alone indefinito che circonda Zelda o Mario? O è qualcos'altro?

Angelword vi risparmia la fatica di pensare e vi propina una comoda, dogmatica risposta da incorniciare e riverire prima di andare a letto:
La risposta è semplice, la differenza Nintendo è cresciuta e si è ramificata; alla patina di santità si è aggiunta la voglia di far giocare tutti, il nuovo sistema di controllo e tanti bei dollarini stipati in valigette con la scritta "printed by casual gamers".

A coloro che ancora pensano con la propria testa domando: si stava meglio quando la differenza era solo  la mano di Miyamoto oppure oggi?
postato da: decca88 alle ore 10:07 | Permalink | commenti (2)categoria:videogiochi, delle analisi
lunedì, 20 ottobre 2008
retroQuante console avete attaccate alla vostra TV? Una? Due? E i lettori DVD? Decoder? Eh bel casino di fili nevvero? Da oggi ecco come si configura l'apparato intorno al mio 42' (ehehehe):
1 Wii
1 Decoder per Sky (veramente è un coso wireless per prendere il segnale dal decoder che sta nell'altra stanza)
2 Lettori DVD (uno SOLO DVD e l'altro pure Divx)

e da oggi per la prima volta (Em1x reggiti) anche una Play2 Slim!

Che bello! Finalmente posso giocarmi tutti i meravigliosi titoli (già me li hanno prestati) usciti nell'ultimo periodo di vita del bruttissimo monolite Sony che si contano sulle dita si una mano monca!

... come che ve ne frega? Ve ne frega invece, perchè questo post vuol far riflettere su una cosa: tutti gli aggeggi che ho collegati alla TV (a parte il coso per Sky... ) NON hanno un interruttore ma rimangono diligentemente in stand-by senza possibilità di essere spenti singolarmente.
"E ci metti la ciabatta col bottone", direte voi. Sì, io già ce l'ho, ma dovendo collegare 3 SCART (PS2, coso di Sky e DVD che sono due ma gli intercambiano la presa) in due ingressi (saranno pure 42 pollici, ma che pretendete?) ho dovuto rispolverare la beneamata "presa a scart multipla".

Ci collego la PS2 e il Divx.
OK.
Provo, ma la PS2 non si vede e il Divx si sente bassissimo.
Provo a staccare l'alimentazione di una dei due e l'altro funziona che è una bellezza.

Ora mi rivolgo ai team di sviluppo di tutto il mondo dell'hi-tec: quanto cavolo vi costa mettere un caspito di interruttore analogico?

Il coso di Sky c'è l'ha. Il coso di Sky è della Philips e tecnicamente è un passo avanti a tutti gli apparecchi di nuova generazione in commercio sul mercato.SLV3100_00_webImageFront370Il coso di Sky regna!
postato da: decca88 alle ore 15:39 | Permalink | commenti (4)categoria:ingiustizie, nerd, delle analisi
sabato, 04 ottobre 2008

dsi ars ludica

Come ogni mattina angelword si sveglia e controlla la sua brava pagina di feed (con firefox ovviamente). Arrivato su ArsLudica mi imbatto in una news sul nuovo DSi e clicco sui commenti. Ce n'erano due, il primo e il secondo, brevi, concisi e stampati nell'immagine qua sopra. Leggendoli si ha un quadro immediato del pubblico e quindi della percezione del mercato Nintendo all'indomani del rilascio del "fotocamerato portatile".

Giustamente l'utente Nevade bestemmia un po' ed è preoccupato della direzione non ludica intrapresa da Iwata. Il fine di Nintendo era creare giochi... sì, ha sperimentato qualche vaccatuccia (la camera sul GB con relativa stampante... non dimentico nulla) ma poi finiva lì, ci si rideva un po' su, magari qualcuno la acquistava anche, ma poi tutti si tornava a sperare in un nuovo Mario.

Dire, o meglio, essere arrivati a dire "Ennesimo tentativo di muovere il videogioco verso il non-videogioco della Nintendo, cosa che continua a farmi sempre più paura." è qualcosa di epocale.

Va bene se si sostituisce a "Nintendo" la parola "Sony", ma così è quasi incredibile. Qualche anno fa una frase del genere non sarebbe mai potuta venire in mente neanche all'hardcore gamer più sfegatato. Oggi le cose pare stiano così, e la risposta è una sola: “It prints (a very lot of) money”

Per l’utente Shuren invece questa del DSi è la volta buona che si prende un DS al posto del GBA. La domanda è: se lo sarebbe preso lo stesso questo Natale se non fosse stato annunciato un nuovo modello? Bho.

Fortuna che Reggie ha detto che Mario, Zelda e Pikmin 3 sono in sviluppo per Wii (sottolineo perché potevano pure farli per il Wii 2).

Una cosa è rimasta la stessa, seppur annacquata da altri bimbiminkiosi interessi: l’attesa.

postato da: decca88 alle ore 12:51 | Permalink | commenti categoria:videogiochi, delle analisi
mercoledì, 01 ottobre 2008

Il 27 settembre, sul portale online del quotidiano finanziario giapponese Nikkei è comparsa la notizia del possibile annuncio da parte di Nintendo di un nuovo modello di Nintendo DS disponibile entro l'anno solo per il mercato nipponico ("da considerare" per il resto del mondo) con le seguenti funzioni:

 — Fotocamera integrata (con relativo sviluppo di software)

— Lettura di MP3

— Funzionalità wireless potenziate in prossimità di non meglio specificati Hotspot

 La notizia online omette però, a differenza della sua versione cartacea, le due righe di testo dove si legge il prezzo: appena sotto i 20.000 Yen (130€), non molto rispetto al prezzo dell'attuale modello di 16.800 Yen (110€) che potrebbe così anche subire un taglio.

Se questi paiono dettagli "consolidati" (virgolette d'obbligo) in una pagina del portale giapponese Monex ora rimossa la notizia di Nikkei era arricchita da:

 — Schermi ampliati (voce non nuova ma, almeno al tempo, completamente infondata e smentita)

— Possibilità di trasferire dati dal Wii o da una scheda SD (che poi tecnicamente è la stessa cosa, visto che il Wii supporta le SD)

 Questo è quanto si è scatenato in vista della conferenza Nintendo attesa per il 2 ottobre in contemporanea in Giappone e negli Stati Uniti.

 Ora un paio di speculazioni. Per prima cosa è quantomeno improbabile che la grande N produca (adesso) un nuovo modello che renda obsoleti i 77 (settantasette) milioni di DS già venduti nel mondo. È vero che nel passato le console portatili sono sempre state sistematicamente oggetto di restyling, ma è anche vero che si è trattato sempre di trattamenti principalmente estetici (il Game Boy più sottile, il DS Lite con gli spigoli smussati) o prettamente funzionali (lo schermo retroilluminato del GBA SP) spesso atti a smussare piccoli difetti che per qualche motivo (che non sapremo mai) pur essendo quantomeno prevedibili se non ovvi non erano stati individuati nella versione "di base".


 L'inserimento di una fotocamera e/o di un lettore di schede SD andrebbe quindi contro la politica da sempre adottata dalla Nintendo sia per la mancata retrocompatibilità dell'hardware (salvo poi premere sulla vendita della DS Camera sviluppata da Intelligent System per Adult Face Training, ancora una volta solo in Giappone) sia perchè queste sono funzioni che esulano dal mero "gioco", obiettivo da sempre perseguito in primis dalla grande N, delegando il resto ad accessori spesso sviluppati da terze parti senza neanche un appoggio interno. È questo il caso di svariati lettori MP3 (via micro SD ovviamente) e accessori di Radio FM, piuttosto che antenne televisive o internet browser (questi ufficiali però).

 

Se le voci dovessero rilevarsi esatte, significherebbe che Nintendo è a una svolta, ovvero l'entrata nel mercato del "factotum-hi-tec-portatile", quello insomma "a forma di mela".


Se poi dovesse rilevarsi un'eclusiva giapponese (come le voci per ora attestano in qualche misura) allora l'obbiettivo sarebbe di mera competizione con la diretta rivale (nella terra del Sol Levante lo scontro è serrato) PSP di Sony. Non sarebbe la prima volta che si sperimenta in questo senso esclusivamente in Giappone, ma se così fosse il successo di pubblico mondiale del DS potrebbe giustificare questa volta persino uno sbarco oltreoceano.

 

Appuntamento adomani per la smentita finale.

 

PS Questo mio articolo doveva uscire oggi su Fantascienza.com. Ci deve essere stato qualche problema, ve lo posto qui. Come vedete angelword sa anche essere serio.

postato da: decca88 alle ore 09:19 | Permalink | commenti (2)categoria:vario, videogiochi, delle analisi